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Dai tronchi millenari le tracce della nostra storia

24.04.2012

Tutto è nato dal ritrovamento in una torbiera a passo del Tonale, in Trentino, di un tronco di abete rosso (Picea abies), che le analisi al radiocarbonio hanno fatto risalire a circa 4600 anni prima di Cristo.  Una scoperta tanto inattesa quanto eccezionale, che ha attivato una serie di indagini volte allo studio del materiale ligneo antico e, in particolare, alla creazione di lunghe serie dendrocronologiche. “Nel tempo – spiega Mauro Bernabei, ricercatore presso il Cnr-Ivalsa di San Michele all’Adige e responsabile del progetto – quello del Tonale non si è rivelato uno sporadico ritrovamento: in molte torbiere del Trentino è stato rinvenuto materiale legnoso risalente a periodi storici variabili, che vanno da oltre 8000 anni fa al secolo scorso”.

Il lavoro, portato avanti da Ivalsa in collaborazione con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, è ora entrato nel vivo: molti sono i risultati già al secondo anno di attività e non sembra distante la realizzazione di serie dendrocronologiche plurimillenarie valide per il Nord Italia e per tutto il versante meridionale delle Alpi. Le più lunghe a livello nazionale, visto che le cronologie attualmente disponibili si fermano a circa 1000 anni fa.

La conoscenza della storia degli alberi racchiude una miniera di informazioni sull’ambiente naturale e antropologico del nostro passato e permette una precisione maggiore rispetto ad altri approcci scientifici. “I dati che possono essere estrapolati dall’analisi degli anelli di accrescimento dei legni antichi – continua Bernabei – sono di eccezionale rilevanza scientifica e vanno a interessare discipline come l’ecologia, la geomorfologia, la ricostruzione del clima passato, così come l’archeologia e la tecnologia del legno”.

Per il centro e nord Europa esistono già serie dendrocronologiche lunghe alcune migliaia di anni: fino a oltre 12000 anni per la quercia della Germania, circa 7000 per le conifere (essenzialmente pino cembro e larice). L’analisi di tali serie è risultata di rilevanza eccezionale: è stato principalmente sulla base di esse che gli studiosi hanno dimostrato come la terra stia entrando in una fase di riscaldamento globale, e non va dimenticato il ruolo di tali lunghe sequenze nella calibrazione delle datazioni al radiocarbonio. Tuttavia, l’impiego delle cronologie del Nord Europa si è dimostrato spesso inefficace per analizzare processi o dinamiche che avvengono in altri contesti ambientali, come quello preso in esame dalla ricerca. 

“Il database che si creerà alla fine del progetto – spiega Bernabei – sarà una vera e propria Stele di Rosetta, una scala temporale master applicabile a qualsiasi reperto, uno strumento potentissimo e preciso che permetterà di svelare nuovi scenari per la ricostruzione della nostra storia”. Diversi i contesti presi in considerazione: alberi in piedi, edifici storici, tronchi sui ghiaioni, torbiere in scavo, torbiere in superficie, bordi di torbiere su alvei in acqua.  “Il campionamento su piante in piedi o edifici storici – prosegue il ricercatore – ha consentito finora di costruire tre serie dendrocronologiche per le tre principali specie presenti in Trentino: abete rosso, larice e pino cembro, ognuna lunga più di 1000 anni. Inoltre, solo sull’abete rosso sono state realizzate 18 serie medie molto ben replicate, ovvero ognuna costituita da un buon numero di campioni. La datazione al C14 ha quindi permesso di incardinarle cronologicamente e alcune di esse sono già utili ai fini della datazione dendrocronologica del materiale ligneo archeologico. La cronologia media più antica risale a oltre 8000 anni fa ed è lunga circa 570 anni”. Un lavoro certosino, ma fondamentale per fare luce su un passato lontano e in gran parte oscuro. 

 

La scheda

Chi: Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr, San Michele all’Adige (Tn)
Cosa: indagini su reperti lignei antichi per la creazione di cronologie plurimillenarie 
Informazioni: Mauro Bernabei, Ivalsa-Cnr, tel. 0461/660207, cell. 347/8435100, e-mail: bernabei@ivalsa.cnr.it, Maria Giovanna Franch Ivalsa-Cnr, tel. 0461/660220, cell. 349/8040498, e-mail franch@ivalsa.cnr.it 
(recapiti telefonici per uso professionale, da non pubblicare)