Condividi - Share

Gli antichi graffiti dei pastori del Nord Italia indagati attraverso gli alberi

11.01.2017

Uno studio condotto dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr), pubblicato sulla rivista internazionale Human Ecology di settembre, ha utilizzato l’analisi dendrocronologica (lo studio degli anelli di crescita degli alberi) per mettere in relazione fattori climatici e migliaia di graffiti ritrovati su un massiccio calcareo del Trentino orientale, oggetto di intenso sfruttamento agrosilvopastorale tra la metà del 1600 a la metà del 1900. La ricerca ha sovrapposto la frequenza delle scritte dei pastori e le serie dendrocronologiche delle specie arboree del posto (abete rosso, larice, pino cembro e pino silvestre), dimostrando una correlazione intermittente tra scritte e anelli degli alberi e consentendo di far luce su dinamiche e fattori che hanno influito sull'attività dei pastori anche in epoche molto remote. “Per capire quali fattori avessero influito sull'attività di scrittura dei pastori, la frequenza delle scritte andava confrontata con il clima”, spiega Mauro Bernabei, ricercatore e responsabile del laboratorio di dendrocronologia dell’Ivalsa-Cnr. “Purtroppo i dati climatici strumentali disponibili per l'area sono molto recenti e risalgono per la maggior parte al secondo Dopoguerra. Abbiamo così pensato di ricorrere agli anelli degli alberi che sono il più importante indicatore climatico disponibile e consentono di andare molto indietro nel tempo e in maniera precisa”.

I graffiti presenti sulle pendici del Monte Cornòn in valle di Fiemme, nel Trentino orientale, sono più di 30.000 e contengono perlopiù iniziali, sigle, date, nomi, conteggi del bestiame, figure di animali, ritratti, messaggi di saluto e annotazioni diaristiche.
“Il campionamento ha interessato 131 piante in piedi”, spiega Bernabei. “La frequenza delle scritte è stata calcolata sommando, anno per anno, il numero di iscrizioni accompagnate da una data. Il confronto che ne è derivato, realizzato su un lasso di tempo compreso tra la metà del 1600 e gli anni Cinquanta del 1900, ha evidenziato una correlazione intermittente tra le scritte dei pastori e gli anelli degli alberi. Da qui si è partiti per individuare i fattori climatici che hanno influito sulla crescita delle piante e che presumibilmente sono gli stessi fattori che hanno influito sull’attività dei pastori”. Per fissare sulla roccia i propri pensieri i pastori utilizzavano lo stesso pigmento rosso con cui marcavano il vello delle pecore. “Le pareti rocciose del Cornón sono state per i pastori delle grandi lavagne, unici spazi di espressione nei frequenti momenti di ozio e solitudine”, continua il ricercatore. “Grazie a questo studio, svolto in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, abbiamo dimostrato che le condizioni climatiche hanno influenzato l’intensità della produzione delle scritte e, quindi, per supposizione, anche l’intera attività di pastorizia transumante della zona, visto che, almeno per alcuni periodi, alberi e numero di scritte sono stati favoriti da estati calde e lunghe. Il dato potrebbe sembrare intuitivo, ma non è dimostrabile se non attraverso l’analisi dendrocronologica: gli alberi sono da sempre i testimoni più affidabili della nostra storia, basta chiedere a loro. Nei loro anelli si custodisce la memoria viva di vicende passate e passaggi umani”. Il clima, tuttavia, non sembra essere stato l’unico fattore a influenzare l’attività dei pastori. “Uno dei risultati più interessanti della nostra ricerca è l’aver dimostrato come l’influenza del clima sia intercalata a periodi dove altri sono stati i fattori guida più importanti”, conclude Bernabei. “Guerre, tensioni sociali e instabilità politica hanno inciso profondamente sulle attività di un’area come quella presa in considerazione, determinando una maggiore o minore presenza di forza lavoro oppure diverse condizioni di svolgimento dell’attività da parte dei pastori attivi sul territorio. Emblematico in questo senso è il periodo che comprende le due guerre mondiali”.

Contatto

Mauro Bernabei

 

 
Navigando il sito ivalsa.cnr.it acconsenti all'utilizzo dei Cookie. Per maggiori dettagli.