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Le nuove frontiere del carbone biologico

20.07.2019

I cambiamenti climatici indotti dal continuo incremento in atmosfera di gas-serra comporta l’urgenza sempre crescente di adottare soluzioni da implementate nei diversi settori produttivi per invertire una tendenza che rischia di portare a condizioni ambientali sempre più critiche e all’insorgere di emergenze sempre più estese a livello mondiale. Uno degli strumenti promettenti per la riduzione dell’immissione in atmosfera di gas-serra, è l’impiego del biochar nelle attività produttive primarie. Il biochar è il carbone di origine vegetale risultante come prodotto solido dalla pirogassificazione, cioè combustione in carenza/assenza di ossigeno, di diversi tipi di biomassa. I vantaggi agronomici dell’impiego di biochar in agricoltura come ammendante del suolo risiedono in un miglioramento sostenibile della fertilità e produttività del suolo, e nella capacità di sequestrare a lungo termine il carbonio, sottraendolo alla rapida re-immissione in atmosfera sotto forma di CO2, grazie alla sua struttura aromatica policiclica che lo rende stabile chimicamente e microbicamente e quindi persistente nel suolo per secoli, contribuendo a mitigare il riscaldamento globale riducendone le cause. Un’altra caratteristica di particolare interesse del biochar, nell’ottica della sostenibilità economica ed ambientale, è la possibilità di essere ottenuto a partire da materiale vegetale di scarto, ad esempio dalle filiere agro-forestali o dalla gestione del verde urbano.

L’istituto CNR-IVALSA, in collaborazione con l’azienda BiokW S.r.l. di Trento, ha partecipato al Bando 2017 Ricerca e Sviluppo Economico di CARITRO, Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, ottenendo un finanziamento per il progetto di ricerca InnovaCHAR, avente un costo complessivo di 42.000 euro e una durata di 15 mesi. Lo scopo del progetto è di valutare le qualità del biochar prodotto da macchine pirogassificatrici di piccola taglia per verificarne l’utilizzabilità sia per la finalità ormai consolidata del trattamento di suoli, sia per usi diversi e innovativi, impiegando come materia prima per la gassificazione biomasse secondarie non convenzionali ma diffusamente disponibili nella realtà territoriale trentina.

Il progetto si pone i seguenti obbiettivi:

Caratterizzare le proprietà chimico-fisiche del biochar prodotto da un impianto di pirogassificazione di piccole dimensioni e valutazione di metodi di indagine diversi, replicabili nei laboratori del CNR, per la determinazione di alcuni dei parametri necessari alla valutazione qualitativa del biochar

Effettuare prove di impiego in pirogassificazione di biomasse secondarie non standard, quali residui agricoli e zootecnici, ad oggi non utilizzati o ancora non previsti dalla normativa nazionale vigente

Valutare sperimentalmente la possibilità di impiego di biochar prodotti dall’impianto di pirogassificazione per intervenire su lettiere del comparto zootecnico per la mitigazione delle emissioni da letame di composti volatili e gas-serra (GHG). 

Tali obiettivi sono volti a perseguire miglioramenti di processo che andrebbero incontro alle politiche di sviluppo che spingono, anche attraverso specifici incentivi, per ottimizzare l’uso di risorse ambientali ed economiche nel comparto agricolo e zootecnico e ridurre le emissioni di gas-serra per ottenere ricadute positive sulla riduzione delle cause dei cambiamenti climatici in corso.

Contatto

Martino Negri

 
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