campo di germoplasma di olivo
frutti da olivi secolari

La biodiversità autoctona dell'olivo in Toscana

Dai primi anni ‘90, l’Ivalsa in accordo con l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura della Regione Toscana, ha realizzato il progetto per il recupero e la tutela della diversità biologica a rischio di estinzione. Il programma stabiliva di identificare correttamente le antiche varietà locali, di pianificare un sistema di conservazione e di realizzare una distinta attività di caratterizzazione, valorizzazione e documentazione della biodiversità autoctona recuperata.
Le varietà locali sono state identificate attraverso una ricerca storico-documentale che attribuiva il loro legame al territorio, con piante già presenti in collezioni controllate da Istituzioni, oppure da segnalazioni di tecnici ARSIA e di agricoltori.
Una volta identificate le piante madri, nell’azienda “Santa Paolina”,dell’IVALSA-CNR di Follonica (GR), è stata realizzata la “banca del germoplasma di olivo autoctono toscano” e, in tempi diversi, la tutela “ex situ” delle antiche varietà locali, è stata garantita con significative collezioni realizzate presso le aziende: “I Fornelli” a Lastra a Signa, “Poggio Casciano” a Bagno a Ripoli e nei campi sperimentali dell’Istituto Tecnico Agrario di Siena.
Il materiale vegetale in collezione è stato utilizzato per studi che hanno riguardato: la descrizione del profilo tassonomico delle singole accessioni (caratteri morfologici, quantitativi e qualitativi), la distinzione e autenticità genetica (DNA), la valenza come piante ornamentali e la valutazione agronomica definendo: l’attitudine naturale alla rizogenesi delle talee, la crescita degli olivi in vivaio e le caratteristiche analitiche e salutistiche (acidi grassi, tocoferoli, polifenoli, aromi, ecc.) degli oli ottenuti dalle singole varietà.

Contatto

Antonio Cimato

[Last updated on: 21-06-2011]
Navigando il sito ivalsa.cnr.it acconsenti all'utilizzo dei Cookie. Per maggiori dettagli.