progetto conservazione
Il progetto
collezione germoplasma cordoba
Collezione germoplasma Cordoba
collezione germoplasma marrakech
Collezione germoplasma Marrakech

La biodiversità dell'olivo sulle sponde meridionali del Mediterraneo

Su proposta della Organizzazione intergovernativa internazionale delegata al settore olivicolo-oleario, COI, con sede a Madrid e con finanziamento del Common Fund for Commodities (Amsterdam), l’Ivalsa, dal 2002 al 2008, ha svolto azioni di PEA (Project Executing Agency) per il coordinamento scientifico alla realizzazione del Progetto Internazionale: [“Conservation, Characterization, Collection and Utilization of the Genetic Resources in Olive” (CFC/IOOC/03)].
Il coordinamento ha compreso attività di riordino della biodiversità autoctona di olivo presente in 5 Paesi del Mediterraneo meridionale che sono state realizzate con azioni congiunte tra ricercatori delle seguenti Istituzioni scientifiche: “Institut Technique de l’Arboriculture Fruitière et de la Vigne” (ITAF), Sidi Aich (Algeria); “Horticulture Research Institute” (HRI), Giza (Egypt); “Ecole Nationale d’Agriculture di Meknes” (ENA) e “Institut National de la Recherche Agronomique” (INRA) di Marrakech (Marocco); “Olive Bureau” di Idleb (Siria); ); “Institut de l’Olivier” (IO) di Sfax e Tunisi (Tunisia).
Lo sviluppo delle attività, che hanno compreso la formulazione di metodologie comuni per la descrizione morfologica e la distinzione molecolare degli olivi secolari e la pianificazione per caratterizzare aspetti agronomico/produttivi e fisiologici delle piante, hanno permesso di identificare 310 biorisorse [(71-Algeria), (19-Egitto), (64-Marocco), (75-Siria), (81-Tunisia)]. Gli olivi selezionati sono stati riuniti in campi collezioni nazionali.
Le attività si sono concluse nel 2008 con il trasferimento di sei esemplari delle 310 biorisorse a Cordoba (Spagna) e Marrakech (Marocco). Questa integrazione degli olivi ai due campi di collezione internazionali, che attualmente tutelano 538 accessioni, risponde alle esigenze di riordinare la biodiversità presente nei territori del Mediterraneo ed anche ad un momento di coesione scientifica per la sostenibilità futura di questa coltura che sostiene il sistema agrario e assicura benefici economici e produzioni agroalimentari.

Contatti

Antonio Cimato

[Last updated on: 02-11-2015]
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