Figura 2. Albero caduto in un lago di alta quota. Le radici sono ancora attaccate al fusto
Figura 3. Nel cerchio bianco, un tronco di pino cembro su detriti rocciosi

Serie dendrocronologiche plurimillenarie per le conifere alpine

I legni di piante vissute centinaia o migliaia di anni fa sono in grado di fornire informazioni preziose in vari campi della ricerca. Principalmente sulla base di tale materiale è stato dimostrato come la terra stia entrando in una fase di riscaldamento globale e grazie ad esso è stato possibile calibrare le datazioni al radiocarbonio. Inoltre, i legni subfossili forniscono informazioni utili ad altre discipline come l’archeologia, l’ecologia, la geomorfologia e la glaciologia. In Europa gli studi su materiale legnoso subfossile hanno già consentito di costruire una cronologia di 7000 anni per la quercia irlandese e una cronologia che supera i 12.000 anni per la quercia e i pini della Germania.

In generale, a causa degli ambienti in cui i legni subfossili sono abitualmente rinvenuti, si ritiene che tali ricerche siano più facilmente realizzabili in regioni a clima freddo, come il Centro-Nord Europa, la Siberia, la Svezia. In effetti, nell’Italia peninsulare è difficile trovare le condizioni adatte alla conservazione del legno. Tuttavia, sulle Alpi esistono i presupposti per il ritrovamento di legni subfossili e ricerche in questo senso sono state portate avanti con successo.

I lavori realizzati finora con l’aiuto del Servizio Foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento hanno consentito di realizzare cronologie medie che si estendono in maniera discontinua dal 9446 (±40) BC al 2005 AD, per un totale di circa 11.500 anni (figura 1). Alcune delle cronologie sono state confrontate e datate all’anno di calendario tramite la serie di riferimento realizzata da Nicolussi e valida per il versante Nord delle Alpi Orientali. In alcuni casi, il confronto si è dimostrato inefficace a riprova delle differenze tra versante Sud e Nord delle Alpi. 

Figura 1. Le cronologie medie e la distribuzione cronologica dei campioni che le costituiscono.

La concentrazione di materiale ligneo in alcune epoche dimostra come alcuni ambienti, in particolare le torbiere, si siano comportati da bacini di raccolta per periodi molto lunghi. Tali periodi sono intercalati da fasi di scarsa intensità di deposizione, probabilmente in relazione alle dinamiche idrologiche degli ambienti d’alta quota. L’individuazione e lo studio dei periodi di concentrazione di materiale apre ad importanti sviluppi nel campo della ricostruzione climatica e dello studio delle dinamiche idrologiche del passato negli ambienti montani.

Le serie dendrocronologiche realizzate sinora si sono rivelate anche un potente strumento di datazione. Il confronto con esse ha consentito, ad esempio, la datazione del tetto della Basilica della Natività a Betlemme, del Battistero di San Giovanni e del Campanile di Giotto a Firenze.

Le ricerche sono svolte in collaborazione con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento.

Contatti

Mauro Bernabei
Jarno Bontadi

[Last updated on: 02-11-2015]
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