Diagnosi e conservazione del Patrimonio Culturale di legno

L’attività svolta nell’ambito dei Beni Culturali dall’IVALSA è finalizzata principalmente allo studio dello stato di conservazione del materiale costituente i manufatti - siano essi un dipinto su tavola, il soffitto di una chiesa o una nave romana - attraverso la caratterizzazione della materia prima, il legno. Tutte le attività svolte seguono quanto previsto dalla norma quadro sull’analisi dei manufatti lignei,la UNI 11161:05. Ciò comporta prima di tutto il riconoscimento anatomico dei vari elementi lignei: per fare ciò l’Istituto preleva campioni di dimensioni minime nel rispetto dell’integrità dell’opera e li prepara adeguatamente per essere osservati con i microscopi ottici ed elettronici presenti nel Laboratorio di Anatomia (in accordo con la norma UNI 11118:04). Tramite l’identificazione è possibile conoscere il gruppo di specie o la specie di appartenenza, ottenendo così informazioni riguardo alle caratteristiche tecnologiche del materiale costituente il manufatto. Dalla determinazione delle specie derivano inoltre importanti informazioni riguardo l’impiego delle differenti specie legnose, che nel passato venivano selezionate in base a numerose considerazioni, tra le quali la disponibilità del materiale e l’effetto estetico che ne poteva derivare.Nel caso di strutture complesse in legno come chiese o palazzi storici, l’Istituto porta avanti un’importante attività di diagnostica sugli elementi lignei strutturali, attraverso l’impiego di tecniche non distruttive - indagine visuale e uso di trapano resistografico in dotazione presso il Laboratorio di Caratterizzazione fisicomeccanica - in accordo con la norma UNI 11119:04.
Questo tipo di diagnosi consente di ottenere dati sulle caratteristiche meccaniche attuali di ciascun elemento che compone la struttura.
Sulle strutture in opera è molto frequente l’osservazione di attacchi biotici (da insetti e/o funghi) sul legno. La valutazione del degrado dovuto a insetti è effettuata mediante l’osservazione diretta e mediante stereomicroscopio dei segni lasciati sul manufatto. Questo permette di identificare l’agente del degrado per l’eradicazione dell’attacco nel caso sia ancora attivo e i trattamenti di prevenzione per preservare il manufatto dopo il risanamento. Deve essere accertato lo stato dell’attacco (pregresso o ancora attivo); in secondo luogo è effettuata l’identificazione della specie mediante analisi dei fori di sfarfallamento e delle gallerie (forma, diametro), del rosume e di altri reperti trovati (larve, insetti adulti). La valutazione del degrado dovuto a funghi è sempre associato alle studio delle condizioni ambientali in cui si trova il manufatto. Anche in questo caso l’identificazione del degrado (tipo di carie fungina) permette di trovare la soluzione più adeguata al risanamento del manufatto
stesso.
L’attività di ricerca e consulenza del Gruppo Interdisciplinare può avvalersi delle tecniche di datazione del materiale di cui i manufatti sono composti attraverso la metodologia dendrocronologica presso il Laboratorio di Dendrocronologia che opera secondo la norma UNI 11141:05.

staff

Nicola Macchioni (responsabile)

 

[Last updated on: 02-11-2015]
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