esempio di biodiversità di olivo in Tunisia
esempio di biodiversità di olivo in Tunisia
esempio di biodiversità di olivo in Croazia
esempio di biodiversità di olivo in Croazia
esempio di biodiversità di olivo in Italia
esempio di biodiversità di olivo in Italia

Valorizzazione della biodiversità di Olivo

Il paesaggio mediterraneo è contraddistinto dalla presenza di un enorme patrimonio genetico che riunisce varietà (cultivar) di olivo dalle molteplici caratteristiche, e piante, millenarie o secolari, significative di una riserva biologica (biodiversità) radicata in ambienti e territori diversi. L’origine delle varietà risale ad un gruppo di piante “affermate e riconosciute” che forniscono l’attuale produzione olivicola; la biodiversità (diversità naturale) è, invece, rappresentata da un numero rilevante di “olivi antichi”. Queste piante, crescendo in modo spontaneo in ambienti diversi ed anche in condizioni climatiche limitanti (per aridità, per freddo, ecc.), hanno acquisito, nel tempo, la capacità di produrre, tracciando il territorio occupato.
La biodiversità è quindi il risultato di lunghi processi evolutivi. L'evoluzione è il meccanismo che da oltre tre miliardi di anni permette alla vita di adattarsi al variare delle condizioni sulla terra e che deve continuare a compiersi per realizzare risorse per il futuro. La biodiversità deve, tuttavia, essere intesa non solo come il risultato dei processi evolutivi ma anche come il serbatoio da cui attinge l'evoluzione per attuare tutte le modificazioni genetiche e morfologiche che originano, nel tempo, nuove esseri viventi.
In questi ultimi decenni, cambiamenti climatici, legati a fenomeni di inquinamento industriale, catastrofi naturali e scelte della società (spinta urbanizzazione, ecc.), hanno provocato una notevole riduzione della diversità naturale e della sua espressione genetica; è evidente che anche l’olivo non è stato sottratto a tale evento. Si è, in pratica, ridotto il “range” di opzioni per produttori, operatori del settore o chiunque si trovi nella posizione di scegliere una varietà che debba rispondere a ben precise esigenze economiche.
Nel tempo, il problema della scomparsa della biodiversità ha acquisito spessore internazionale.
In considerazione del valore ecologico, genetico, scientifico, educativo, culturale, sociale ed economico delle risorse genetiche per il futuro delle attività produttive del genere umano, la FAO, come Agenzia dell'ONU per l'agricoltura e l'alimentazione, ha elaborato il “Piano di azione globale" nel quale sono coinvolte le istituzioni di ricerca che hanno attivato interventi comuni per prevenire e attaccare alla fonte le cause della significativa riduzione o perdita della diversità e per realizzare iniziative per la salvaguardia delle risorse genetiche.
A partire del 1990 l’Ivalsa, nei suoi progetti istituzionali, ha inserito attività correlate al recupero, alla tutela e alla valorizzazione della diversità biologica di olivo a rischio di estinzione ed attivato interventi di ricerca in ambito internazionale e italiano.

Contatto

Antonio Cimato

Pubblicazioni recenti


C. Milanesi, A. Sorbi, E. Paolucci, F. Antonucci, P. Menesatti, C. Costa, F. Pallottino, R. Vignani, A. Cimato, A. Ciacci and M. Cresti. (2011) - Pomology observations, morphometric analysis, ultrastructural study and allelic profiles of “olivastra Seggianese” endocarps from ancient olive trees (Olea europaea L.). Comptes Rendus Biologies, 334: 39-49, Jan 2011.

Cimato A., Castelli S., Tattini M., Traversi M.L. (2010) - An ecophysiological analysis of salinity tolerance in olive. Environmental and Experimental Botany, 10, 67-73 (IF 3.2).

Keywords

Olivicoltura
Biodiversità

[Last updated on: 02-11-2015]
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